La semifinale che si è disputata ieri a Praga nel quadro dei Winter Transational Championship ha purtroppo visto la sconfitta dei nostri alfieri di Alpert contro Zip, la squadra serbo-croata formata da giocatori non di primissimo piano ma che era arrivata in semifinale con un ruolino di marcia di tutto rispetto. Non andava quindi sottovalutata, e non lo è stata: dopo il primo tempo giocato in formazione non tipo e perduto nettamente (-31), negli altri tre tempi si è sempre schierato il quartetto della nazionale azzurra. Ma questa volta non è stato sufficiente, malgrado dopo il secondo e il terzo turno la rimonta si fosse completata e Alpert fosse passata in vantaggio (+8). I nostri avevano prodotto il solito ottimo gioco e in particolare nel terzo tempo sembravano aver preso un vantaggio incolmabile, con un parziale di 46-10: ma proprio alla penultima mano del tempo capitava questo colpo di sfortuna che in qualche modo rimetteva in piedi gli avversari:
In chiusa Sementa e Versace giocavano 6 picche, e Antonio ne ha fatte 7 su attacco quadri utilizzando gli ingressi al morto per tagliare due fiori: quando è apparso il K ha reclamato 13 prese. Apparentemente la linea è inferiore all’impasse a fiori, ma in realtà c’era ancora la chance aggiuntiva dello squeeze cuori-fiori se i due K fossero stati in Est, per cui la percentuale saliva ben oltre il 50%.
Non era però certo tale da giustificare la scommessa del grande slam chiamato nell’altra sala. Donati in Est ha attaccato fiori, e ora la linea di gioco vincente diventava pressoché obbligata: Percario ha accelerato la fine mettendo subito il K al secondo giro, ma di fatto ormai il contratto era in porto.
Alpert ha visto quindi ridursi il vantaggio a +8 al termine del penultimo turno. L’inizio dell’ultimo era stato incoraggiante e il vantaggio era risalito vicino ai 20 MP, ma tre decisivi swing avversari hanno a questo punto sovvertito l’incontro a vantaggio di Zip. La zona slam non ci ha davvero sorriso, in questo finale amaro:
I senatori chiamano questo slam a quadri che senza essere di battuta è percentualmente favorevole. Li gioca in Nord Sementa, che sull’apertura di 2SA ha dichiarato la transfer a cuori, onde per cui Est ha la felice intuizione di attaccare Asso di cuori e cuori, e lo slam è bello che affondato. Lo slam a cuori, ancorché inferiore, sarebbe stato mantenuto senza difficoltà sull’impasse a picche, mentre quello a quadri offriva la possibilità di scartare le picche sulle cuori tagliando le due fiori (peraltro con un problema di comunicazioni nell’incassare le cuori).
Il risultato finale è stato quindi una brutta sorpresa, per noi tifosi abituati dai nostri beniamini in questo torneo a rimonte travolgenti. Pazienza, Alpert termina con una meritata medaglia di bronzo al collo ottenuta in un contesto estremamente competitivo che conferma gli enormi pregi di questa squadra. In certi momenti i quattro azzurri sono sembrati davvero inarrestabili, in grado di trasformare qualsiasi mano in occasione di guadagno e spesso di swing. Ci sono ancora errori, spesso dovuti al fatto che gli accoppiamenti si stanno ormai consolidati ma non hanno ancora gli automatismi dati dalla consuetudine di lunga data (ieri Sementa è passato su una cuebid che tale per lui non era, e fortuna che quella mano da sola non sarebbe bastata a capovolgere il match altrimenti sai i rimpianti). Manca ancora un pizzico per arrivare in vetta, insomma: vedremo se i prossimi impegni, a partire dalla Bermuda Bowl di quest’estate, registreranno ulteriori progressi dei nostri.
Ci consoliamo stasera con le buone prestazioni, nella semifinale A del BAM TRophy, delle tre rappresentative italiane o semiitaliane in corsa: sesto Bici, ottavo Bortoletti e undicesimo Bianchi, che smaltita la cocente delusione di ieri si è subito rimesso in linea di galleggiamento. Bene anche Federica Dalpozzo, tredicesima con la sua Team Funbridge: vedremo queste tre squadre oggi nella finale A del trofeo.
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