Ribaltone

Siamo arrivati al temuto momento del taglio, nei Winter Games di Praga. E’ terminato il girone Swiss di qualificazione e per le prime 32 in classifica si aprono le porte dei KO, che partiranno dai sedicesimi di domani per arrivare giovedì allo scontro finale. Abbiamo assistito durante tutta la giornata di oggi a sorpassi e controsorpassi, a discese vertiginose e altrettanto intrepide risalite; perché la classifica si è certamente allungata nelle prime posizioni e nelle ultime, per cui c’era in avanti un gruppetto di formazioni pressoché sicure del passaggio: ma nelle posizioni centrali rimaneva densa e compatta, e i pochi VP che poteva spostare anche una singola mano erano sufficienti a sparigliare completamente il campo delle qualificate.

Niente di nuovo, chiaro: tutti gli Swiss sono così, in quanto li caratterizza il fatto di far scontrare tra loro sempre squadre molto vicine in classifica. Noi seguivamo come sempre con simpatia le evoluzioni delle squadre totalmente o parzialmente azzurre, guardando con compiacimento lo stabilizzarsi di Alpert (nella quale militano i quattro sesti della nazionale italiana) e di Bianchi, che all’ultimo turno si sono incrociate a un tavolo sufficientemente basso da garantire a entrambe la qualificazione; ha vinto Alpert che ha chiuso con una brillante sesta posizione garantendosi una buona posizione nei KO, mentre Bianchi ha terminato al 23esimo posto. Il match è stato deciso da questa mano:

Giovanni Donati, che era in Est in sala chiusa, mi ha raccontato che non gli sembrava di aver fatto una prodezza nel mantenere questo 5 fiori dichiarato dopo l’apertura di 1 picche di Sud: dopo l’attacco Asso di cuori e cuori taglio ha giocato quadri taglio, cuori taglio, quadri taglio, picche all’Asso, quadri tagliata di Asso, ha battuto le atout e ha ceduto la picche in finale. Ma Toledano, che era nella stessa posizione in aperta, ha preso l’attacco picche vinto dalla Q in Est, e quando ha giocato cuori per aprire il taglio Sud ha rigiocato picche per il taglio. Cuori da Nord tagliata in mano, e ora Toledano ha deciso di battere due giri di atout ma alla fine gliene è mancata una per tagliare la quinta quadri, per cui ha dovuto pagare la Q: un down.

Anche Bici e Breno, fra le squadre italiane, potevano ancora sperare nella qualificazione; ma sarebbe servito loro un finale travolgente, perché il ritardo dalla 32esima posizione era importante; e invece le due formazioni non riuscivano a ingranare la marcia giusta: all’ottavo turno il calendario maligno le aveva fatte incontrare e il risultato finale (+2 per Breno) non era certo tale da soddisfare nessuan di loro; nel penultimo Breno si era fermata al pareggio e Bici aveva marcato un insoddisfacente +4, e quindi solo una vittoria clamorosa nell’ultimo turno unita a una combinazione di risultati favorevoli avrebbe potuto promuoverle.

E’ abbastanza difficile, dal punto di vista emotivo – e io non riesco mai a distaccarmene, accidenti – raccontare quello che è successo: ma mi tocca provarci un’altra volta. Partiamo quindi da molto prima, dal primo turno di giornata nel quale la squadra Bici aveva affrontato gli juniores israeliani. Le due squadre erano in quel momento appaiate appena fuori dalla qualificazione e l’incontro si era concluso in parità. C’era però pendente un reclamo sporto da un giocatore di Bici, l’israeliano Pachtman (che giocava contro i suoi connazionali, uno dei tanti incroci di questa vicenda dolceamara). Il board oggetto del reclamo era questo:

Nessuno si stupirà che la licita sia iniziata a entrambi i tavoli con il barrage sesto a 3 fiori: ormai è la regola, specialmente in prima contro zona. I due Ovest, disdegnando saggiamente le quadri, sono entrati con 3 cuori, ma il prosieguo è stato molto diverso. In chiusa Ettore Bianchi ha prolungato a 5 fiori il barrage di Cima e gli israeliani hanno contrato e penalizzato di tre prese il contratto. Un piccolo guadagno contro la manche in zona chiamata in sala aperta, dove Nord è passato e Zatorski ha chiuso a 4 cuori:, ma sarebbe stata mantenuta?

Certamente il giocante dispone di dieci prese rosse, se la difesa gli dà il tempo di incassarle: ma guardando con attenzione il diagramma vediamo che la difesa può incassare le sue tre vincenti nere e poi giocare un terzo giro di picche da Nord, tagliandolo con il 10 di atout di Sud e promuovendo inevitabilmente il 9 di Nord a presa del down.

Non è semplice difendere così, in particolare dal punto di vista di Sud (che ricordiamo, a questo tavolo non aveva avuto appoggio sul suo palo); esiste l’alternativa che il K di fiori sia secco (quindi che Ovest ne abbia due), e che quindi il down provenga semplicemente dall’incasso di quattro vincenti di testa: mentre è tutt’altro che certo che Nord abbia un valore in atout da promuovere, visto che Ovest ha dichiarato il seme liberamente e che Sud vede il 10 nella sua mano e l’Asso al morto.

I tempi di gioco però, così come contestato da Pachtman, erano stati biblici: oltre due minuti per incassare i due pezzi di picche, altri trenta secondi per mettere sul tavolo il K di fiori (si noti che a questo punto una terza picche non avrebbe battuto perché il giocante avrebbe potuto scartare la fiori sul taglio di 10). Ora l’israeliano in Sud sapeva che il compagno aveva un’alternativa e non era difficile per lui capire quale, avendo avuto a disposizione un tempo enorme per rifletterci sopra. Prova ulteriore, sul K di fiori Sud ha lisciato quasi all’istante: se le tre carte nere di Nord fossero state giocate a velocità normale, è proprio qui che avrebbe dovuto (faticosamente, si immagina) decidere se il K di fiori fosse secco o secondo, avendo come unico elemento il mancato fit del compagno.

I direttori si sono riservati la decisione, e intanto il torneo è andato avanti come abbiamo raccontato prima. Si è quindi arrivati all’ultimo turno, nel quale entrambe le formazioni italiane sono riuscite a fare il massimo: Bici ha vinto 42-7 contro una squadra turca, e Breno ha addirittura fatto cappotto (60-5) contro una squadra multinazionale. I risultati concomitanti si sono verificati, per cui Breno si è aggrappata esattamente al 32esimo posto, l’ultimo utile, mentre Bici rimaneva fuori di pochissimo.

Esultanza e sconforto, dunque, che però ben presto avrebbero cambiato segno: infatti i direttori, dopo l’esame dei tempi di gioco della famosa smazzata incriminata, hanno deciso di accogliere il reclamo di Bici e di assegnare il mantenimento del contratto, trasformando quindi il -12 in +3 (ricorderete che in chiusa Bici aveva difeso) e un pareggio in una netta vittoria per gli italiani, che dunque rientravano ampiamente nel lotto delle qualificate ma al prezzo di sbalzarne fuori Breno, a cui erano mancati pochi centesimi per risalire ancora una posizione.

Incrocio drammatico tra squadre connazionali; reso ancora più drammatico dalla reiterazione di questi eventi. Ricorderete certo, infatti, che la nostra squadra nazionale Mista è stata eliminata, sia nei Mondiali 2023 di Marrakech che nei World Games di Buenos Aires, a causa di una decisione arbitrale che aveva sovvertito il risultato conseguito al tavolo: ebbene, ben tre giocatori di questa squadra si sono trovati coinvolti in questo ribaltone. E se a Leonardo Cima la decisione ha fruttato questa volta una qualificazione insperata, per Irene Baroni e Dario Attanasio si è trattato di un’ulteriore beffa che si aggiunge a quelle già subite in precedenza. Non posso fare altro che inviare loro un abbraccio transeuropeo di solidarietà, e sperare che la maledetta dea si rimetta la benda e la smetta di colpire sempre nella stessa direzione: non vale, accidenti!

Si proseguirà quindi domani con i KO, che vedono Bianchi incontrare la squadra rumena Contra giunta dodicesima, mentre Bici se la vedrà con Jeo Hidro, squadra turca piazzatasi 19esima, e Alpert ha il compito sulla carta più facile perché si misurerà con gli indonesiani di Baolzu che hanno concluso al 29esimo posto lo Swiss. Si tratta sempre e comunque di formazioni che hanno superato questo durissimo taglio, per cui è meglio non aspettarsi squadre materasse, comunque si siano piazzate. Nel frattempo prenderà il via il BAM Trophy con la prima delle tre giornate di qualificazione.

The post Ribaltone first appeared on Bridge d’Italia Online.

Generated by Feedzy

Viale dei Gladiatori, 2 00135 Roma
Stadio Olimpico – Tribuna Tevere
Ingresso 30 – Stanza 217