Vittorie e carte bollate

Due squadre semiitaliane erano impegnate oggi nei quarti di finale del Winter European Championship di Praga, e gli esiti dei due incontri sono stati contrastanti sotto molteplici aspetti.

La squadra Bianchi, composta per tre quinti da giocatori italiani, giocava nientemeno che con i campioni del mondo, gli svizzeri acquisiti di Zimmermann. L’incontro è stato bellissimo e sempre sul filo dell’equilibrio: malgrado Bianchi avesse realizzato l’impresa di vincere tutti e tre i primi segmenti, lo aveva fatto con uno scarto talmente ridotto (+14 in totale) da lasciare l’incontro ancora apertissimo. E nelle prime mani dell’ultimo turno Zimmermann si era presentato con un perentorio 20-4 che li aveva portati, per la prima volta nell’incontro, in vantaggio e che era sembrato preludio al conseguimento di una vittoria che all’inizio chiunque avrebbe ritenuto scontata. Ma lì avveniva il miracolo: i nostri in poche mani risolvevano di fatto l’incontro a loro favore piazzando un parziale di 22-0, e vincendo alla fine con uno scarto di una quindicina di MP.

Malgrado la vittoria, tuttavia, in semifinale non giocheranno loro ma Zimmermann. Infatti, i soliti tamtam dei media hanno incominciato a rullare informando che era in corso il reclamo che ormai d’abitudine si riceve quando un incontro si conclude con punteggio, diciamo, sovvertibile. Come d’abitudine il reclamo è stato accettato e come d’abitudine ci troviamo a parlare di carte bollate invece che di bridge, cosa che mi appassiona  all’incirca come assistere al transito di un treno merci.

E quindi assolviamo il penoso compito raccontando la smazzata incriminata come meglio possiamo:

La mano è stata giocata otto volte: in cinque occaasioni si è giocato a quadri in NS, mentre due volte l’atout è stato cuori in EO. Tre volte è stata chiamata la manche a quadri (e mantenuta, trovando carte molto ben messe), mentre le cuori sono sempre state penalizzate.

L’ottavo tavolo era quello dove Gerli e Fruscoloni affrontavano gli olandesi Brink e Drijver, e la licita è andata così.

Andando a naso perché purtroppo non conosco il sistema usato, l’apertura di 1 quadri non dovrebbe garantire il seme, altrimenti non si spiegherebbe il mancato fit. Gerli, che era Nord, evidentemente riluttante a dire 1SA con il singolo di cuori ha deciso di dichiarare le picche terze: scelta forse eccentrica ma certo non priva di logica. La licita è proseguita inevitabilmente, come si vede, fino all’infattibile contratto di 4 picche. L’attacco cuori richiesto dal contro di Ovest su una dichiarazione artificiale avrebbe infatti reso fatalmente fragili le atout del giocante. E così è andata: cuori per l’Asso e Gerli ha subito mosso il singolo di fiori dal morto per l’Asso di Ovest che ha rigiocato cuori per il taglio. Ora, se non erro (la giocata è stata cancellata dal Vugraph per poter inserire il risultato arbitrale quindi vado a memoria, che notoriamente non è il mio cavallo di battaglia) il giocante ha mosso la Q di picche, coperta da K e Asso, e poi ancora picche per il J, e a questo punto ha affrancato le quadri. Chiaramente il ritorno cuori ora batte perché il giocante deve tagliare e rimane con solo una cartina di atout mentre gli avversari ne hanno una a testa più alta della sua. A questo punto il gioco si è interrotto in Vugraph ed è stato annunciato che il contratto era mantenuto, il che fa ipotizzare il ritorno atout di Est con immediato claim del giocante.

La contestazione (incredibile, a mio modesto parere) sta nel fatto che Gerli, giocando picche verso il J, abbia esitato per ben quattro secondi prima di giocarlo, benché fosse secco. Stava battendo le atout e incassando una vincente, attenzione, quindi poteva ben pensare alla mossa successiva, come capita a chiunque: Gerli afferma di essersi comunque scusato (“sorry”) come di prammatica in queste circostanze, ma a quanto pare l’olandese afferma di non aver sentito e le telecamere, ci si creda o no, non registrano l’audio. Ma ci si può attaccare a una pensata di quattro-secondi-quattro durante la battuta delle atout? La risposta, da stasera, è: purtroppo sì. Certo, il difensore se ne aspettava ancora una in mano al giocante: ma molto più dalla licita fuorviante che non dalla pensata nell’incassare un atout vincente, che diamine!

La mia esperienza internazionale è ben scarsa, quindi mi permetto di riportare dai social il parere di uno che ne sa ben più di me (lo faccio senza poter chiedere il permesso perché… è notte fonda, spero che non se ne adonti): “un verdetto che ha del CLAMOROSO… potrete vedere meglio tutto nei prossimi giorni ,questa mano farà il giro del mondo perché è stata presa una decisione assurda senza nessun senso logico… e quando gli errori sono così gravi non possono essere dimenticati. Mi sono permesso di andare a dire alla squadra che ha beneficiato di questo “orrore” che domani non dovrebbe sedersi al tavolo perché semplicemente non meritano di giocare la semifinale… sono certo che non finirà qui visto anche il deficit dell’ organizzazione ,ma come è possibile che si paghino 2000 euro d’iscrizione e poi si mettano delle telecamere dove non funziona l’audio ???”. Firmato Alfredo Versace.

Al di là del giudizio errato e succube, è poi il modo che infastidisce. Immaginate se nel recente Juventus-Inter, finito 1-0, i tifosi fossero andati a casa e dal telegiornale della sera, o magari addirittura dai giornali del mattino, avessero scoperto che il goal della Juve era stato annullato e l’incontro era finito in pareggio. Fantascienza, vero? E quanti tornerebbero allo stadio la domenica dopo, sapendo che lo spettacolo a cui assistono potrebbe rivelarsi una farsa? Che le esultanze e i cori e tutto quello che costituisce la parte sana del tifo, potrebbero essere dedicati a eventi che nottetempo verrano riscritti? Eravamo in tanti ieri a tifare e a scambiarci messaggi speranzosi e appassionati: saremo altrettanti domani? Non sarebbe opportuno adottare procedure più snelle e applicabili al tavolo, in modo che l’incontro possa procedere dando cognizione di causa del suo andamento, ai giocatori come agli spettatori? Tanto le decisioni sbagliate ci saranno sempre, e il peso relativo delle parti in causa giocherà sempre un ruolo decisivo come chiaramente è successo in questo frangente, inutile illudersi: lo si faccia almeno in tempi ragionevoli e al tavolo.

Il verdetto è tanto più amaro in quanto la squadra vincitrice al tavolo aveva realizzato un’impresa a dir poco epica; dopo avere eliminato negli ottavi una squadra composta in gran parte da nazionali norvegesi, aveva sconfitto, lo ricordiamo, i campioni del mondo vincendo addirittura tutti e quattro i tempi. Conoscevamo già i due giovani e fortissimi israeliani Toledano e Zamir, ormai da tempo sui palcoscenici internazionali a discapito della giovane età, ma ci ha impressionato il gioco aggressivo e redditizio di Aldo Gerli, quasi sempre al tavolo in coppia alternativamente con Leonardo Fruscoloni e Sergio Bianchi (anche loro bravi oltre ogni aspettativa). Aldo ha già vinto molto, in Italia e all’estero, e ritengo che vada senz’altro preso in considerazione per il giro della nazionale.

Una mano interessante e curiosa dal terzo turno, che ha provocato lo swing maggiore di tutto l’incontro, ben 17 MP:

Si gioca 3SA a entrambi i tavoli, ma con modalità ben diverse. In sala chiusa il polacco Kalita apre di 2 cuori mostrando bicolore, Klukowski dice 3 fiori (passa o correggi) ma sul 3 quadri di Nord Gerli in Est rinviene brillantemente con il contro, e Fruscoloni in Ovest con la sua apertura abbondante chiude a manche. Attacco J di quadri per la Q del giocante che muove subito il K di cuori per l’Asso di Nord. K di quadri filato, e ora Kalita batterebbe con un terzo giro di quadri (che Ovest deve filare ancora per tagliare le comunicazioni) a patto di rimanere in presa lui, per poi traversare picche ad affrancare il K, quarta presa della difesa che incasserà ancora inevitabilmente il K di fiori. Ma Kalita, temendo la forchetta di A-9 in Ovest, ha deciso di girare subito picche, e ora alla difesa manca una presa. Fruscoloni ha preso subito di Asso al morto e giocando fiori verso Q-J si è assicurato il contratto: se Klukowski liscia, incassata la seconda fiori il giocante esegue l’impasse al J di cuori e gioca picche affrancando la Q per la nona presa, mentre se mette il K (così come fatto al tavolo), le fiori restanti sono franche. Ben giocato.

All’altro tavolo Toledano ha aperto di 1 cuori e Drijver è entrato con 1SA che significa quarta nobile e quinta minore. Ovest ha detto 2SA e Nord ha mostrato la bicolore con 3 quadri, mossa decisiva perché al suo turno Ovest ha deciso di chiudere a manche e Sud, con il grosso fit a quadri e le prese laterali, ha pensato che un contro ci poteva stare. Non mi spiego bene invece il surcontro di Ovest: di certo, vista la debolezza a cui abbiamo visto che possono scendere gli interventi della coppia, io non mi sarei sentito del tutto tranquillo al timone di questo contratto, per giunta evidentemente giocato dalla parte sbagliata (ho visto molti errori da parte della coppia olandese, qui decisamente non all’altezza della loro fama). E infatti l’attacco quadri è micidiale: il morto passa il 7 superato dal 10 mentre il giocante con poca previdenza scarta picche, e Toledano ritorna picche per l’Asso di Drijver. Cuori per il K e l’Asso, ancora picche per il K di Sud che traversa una seconda e decisiva volta a quadri con il 9, per la Q e il K. Toledano affranca le quadri e ora il giocante (siamo a book) fa due volte l’impasse a cuori, incassa la Q di picche e l’Asso di fiori e concede le ultime due alla difesa. Mille di qui e seicento di là sono un bottino ragguardevole, non c’è che dire.

E ora ci manca tempo e spazio per raccontarvi del resto, che non è poco perché tanto per cominciare abbiamo la squadra Alpert, con i nostri quattro nazionali, in semifinale. Dopo una partenza lenta, per due turni si è schierato il quartetto e come di consueto ha fatto la differenza; in particolare nella fase centrale del terzo turno hanno stampato un parziale di 56-0 vincendo otto mani consecutive che ha davvero impressionato. L’avversario, come avevamo detto ieri, non era affatto tenero (ammesso che in un torneo del genere si possano trovare avversari di scarsa consistenza ai quarti di finale), ma i nostri hanno costantemente dato l’impressione di disporne a loro piacimento.

Uno slam chiamato dai senatori nel seme giusto:

Con una lunga e raffinata licita Sementa e Versace trovano il perfetto slam a quadri, mentre all’altro tavolo una licita più frettolosa porta gli avversari norvegesi al contratto di 6 fiori, e la distribuzione delle atout li punisce.

In semifinale Alpert affronterà Zip, squadra formata da una coppia croata e una serba: non sono top player mondiali ma sono arrivati in semifinale eliminando squadre molto forti, quindi è facile prevedere una dura battaglia.

Concludiamo con il BAM Trophy che ha concluso la sua fase di qualificazione; grande rimonta di Bici che ha concluso settimo, appaiato a Federica Dalpozzo con il suo Team Funbridge. Bene anche Bortoletti, diciassettesimo; oggi ci si divide nelle due semifinali A e B, che introdurranno alle finali della giornata conclusiva di domani.

 

 

 

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